{"id":19525,"date":"2014-02-18T10:01:07","date_gmt":"2014-02-18T09:01:07","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.irpa.eu\/pubblicazione\/banda-larga-e-reti-ngn\/"},"modified":"2019-04-23T17:48:56","modified_gmt":"2019-04-23T15:48:56","slug":"banda-larga-e-reti-ngn","status":"publish","type":"publication","link":"https:\/\/archivio.irpa.eu\/en\/publication\/banda-larga-e-reti-ngn\/","title":{"rendered":"Banda larga e reti ngn"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">a cura di Susanna Screpanti<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>(aggiornamento al 9 settembre 2016)<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p><em>Le informazioni e le opinioni contenute in questo Dossier costituiscono il risultato di elaborazioni condotte dall\u2019Autrice su dati pubblici, che possono pervenire da varie fonti, regolarmente citate.\u00a0 I contenuti del Dossier non impegnano IRPA, n\u00e9 l\u2019Istituzione di appartenenza. Tutte le informazioni contenute nel presente documento sono soggette a un aggiornamento almeno semestrale e potranno, dunque, essere oggetto di modifica successivamente alla data di redazione del medesimo. IRPA non \u00e8 responsabile per eventuali danni, derivanti anche da imprecisioni e\/o errori, che possano derivare all\u2019utente e\/o a terzi dall\u2019uso dei dati e delle informazioni contenute nel presente documento<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<h1>SOMMARIO<\/h1>\n<ol>\n<li>Economia e societ\u00e0 digitale: le reti di nuova generazione come fattori abilitanti<\/li>\n<li>L\u2019Agenda digitale europea e la digitalizzazione in Italia<\/li>\n<li>Il fabbisogno, i fondi e gli strumenti finanziari europei<\/li>\n<li>La situazione italiana<\/li>\n<li>Le politiche pubbliche nazionali<\/li>\n<li>La strategia nazionale per la banda ultra-larga e la crescita digitale 2014-2020\n<ul>\n<li>La Strategia italiana per la Banda Ultra-larga\n<ul>\n<li>L\u2019attuazione della strategia: il Piano di investimenti per la diffusione della banda ultra-larga.<\/li>\n<li>Le gare indette da Infratel Italia per le aree a fallimento di mercato<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.agid.gov.it\/sites\/default\/files\/documentazione\/strat_crescita_digit_3marzo_0.pdf\">La Strategia per la Crescita Digitale 2014-2020<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li>La regolazione settoriale<\/li>\n<li>Gli assetti operativi e gli scenari regolatori<\/li>\n<li>Studi e approfondimenti di settore<\/li>\n<\/ol>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>1. Economia e societ\u00e0 digitale: le reti di nuova generazione come fattori abilitanti<\/strong><\/h2>\n<p>Le reti di nuova generazione a banda larga e ultra-larga costituiscono l\u2019infrastruttura tecnologica portante dell\u2019economia digitale e della societ\u00e0 dell\u2019informazione, fondamentale per l\u2019innovazione, la competitivit\u00e0 e la crescita economica e sociale.<\/p>\n<p>Il World Economic Forum (Wef) nel rapporto 2016 \u201c<a href=\"https:\/\/www.weforum.org\/reports\/the-global-information-technology-report-2016\">Global Information Technology<\/a>\u201d si focalizza sull\u2019avvio di una \u201c<em>trasformazione globale caratterizzata dalla convergenza di tecnologie digitali\u201d,\u00a0<\/em>che dar\u00e0 vita a una quarta rivoluzione industriale. Quattro sono gli aspetti cruciali:<\/p>\n<ol>\n<li>la rivoluzione digitale cambia la natura e la misurazione dell\u2019innovazione, che si deve cogliere in nuovi modelli di business;<\/li>\n<li>la capacit\u00e0 di innovare delle imprese \u00e8 strettamente legata all\u2019adozione di modelli basati sull\u2019ICT;<\/li>\n<li>le aziende e i governi faticano a seguire il ritmo frenetico della crescita digitale. La performance della Malaysia mostra che un intenso impegno governativo sull\u2019agenda digitale crea le condizioni per un sviluppo dell\u2019intero sistema;<\/li>\n<li>la nuova economia e la societ\u00e0 digitale richiedono innovazioni urgenti in materia di governance e regolazione.<\/li>\n<\/ol>\n<p>In base alla classifica del Wef, i Paesi che hanno manifestato maggiore capacit\u00e0 innovativa (in termini di infrastrutture\/competenze\/accessibilit\u00e0\/individui\/imprese\/settore pubblico), beneficiandone a livello economico e sociale sono: Finlandia, Svizzera, Svezia, Israele, Singapore, Paesi Bassi e USA.<\/p>\n<p>In Europa la situazione \u00e8 piuttosto disomogenea e l\u2019Italia risulta al 45\u00b0 posto della classifica molto dopo la Germania, la Francia e la Spagna. La Germania in particolare eccelle su\u00a0\u201cskill\u201d e infrastrutture digitali, ma \u00e8 in ritardo nella trasformazione digitale dell\u2019amministrazione pubblica; la Francia eccelle nei servizi digitali ai cittadini, nelle pratiche di e-participation e nella penetrazione della banda ultra-larga, mentre spazi di miglioramento esistono con riferimento alla digitalizzazione delle imprese.<\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 risalita di 10 posizioni rispetto al 2015 e le \u00e8 stata attribuita la qualifica di \u201ctop mover\u201d. Sebbene rimangono i problemi di una forte burocrazia e di una grave carenza di competenze digitali nella popolazione, il salto di qualit\u00e0 \u00e8 da attribuire ai recenti programmi governativi\u00a0<em>(<\/em>diffusione banda larga e reti NGN; servizi on-line ai propri cittadini; creazione di una migliore ambiente per le start-up e imprese innovative).<\/p>\n<p>Le istituzioni europee sono consapevoli dell\u2019importanza della banda larga per l\u2019economia e la societ\u00e0 digitale in Europa. A tale fine, la Commissione europea ha elaborato una\u00a0<strong>strategia per il Mercato unico digitale<\/strong>\u00a0[<a href=\"http:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/?uri=CELEX%3A52015DC0192%C3%B9\">COM(2015) 192<\/a>] del 6 maggio 2015 che dovrebbe apportare fino a 415 miliardi di euro\u00a0all\u2019anno\u00a0all\u2019economia dell\u2019UE. L\u2019UE prevede di realizzare profonde riforme tramite 16 azioni chiave, basate su tre pilastri:<\/p>\n<p>1) migliorare l\u2019accesso dei consumatori e delle imprese ai beni e servizi digitali in tutta Europa;<\/p>\n<p>2) creare un contesto favorevole e parit\u00e0 di condizioni affinch\u00e9 le reti digitali e i servizi innovativi possano svilupparsi;<\/p>\n<p>3) massimizzare il potenziale di crescita dell\u2019economia digitale.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/images.irpa.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Creating-a-Digital-Single-Market.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-24850 aligncenter\" src=\"https:\/\/images.irpa.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Creating-a-Digital-Single-Market.jpg\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" srcset=\"https:\/\/images.irpa.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Creating-a-Digital-Single-Market.jpg 500w, https:\/\/gag-irpa.s3.eu-central-1.amazonaws.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Creating-a-Digital-Single-Market-300x152.jpg 300w, https:\/\/images.irpa.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Creating-a-Digital-Single-Market.jpg 150w, https:\/\/images.irpa.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Creating-a-Digital-Single-Market.jpg 122w, https:\/\/images.irpa.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Creating-a-Digital-Single-Market.jpg 99w, https:\/\/images.irpa.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Creating-a-Digital-Single-Market.jpg 157w\" alt=\"Creating a Digital Single Market\" width=\"500\" height=\"254\" \/><\/a>Commissione europea, 2015<\/p>\n<p>Per approfondire il tema del mercato unico digitale, si pu\u00f2 consultare il sito dedicato al tema dalla Commissione europea (<a href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/digital-agenda\/en\/digital-single-market\">qui<\/a>) e il testo del rapporto\u00a0<a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/digital-single-market\/en\/news\/europes-digital-progress-report-2016\"><em>Europe\u2019s Digital Progress Report 2016<\/em>.<\/a><\/p>\n<p>Il potenziale dell\u2019economia digitale, del mercato unico e della convergenza tecnologica pu\u00f2 essere realizzato solo se ci sono adeguate infrastrutture digitali che consentano velocit\u00e0 superiori a 30 Mbps. Tuttavia, solo le reti digitali a banda larga ultraveloce (100 Mbps) consentono di sostenere una vera e propria rivoluzione infrastrutturale, compatibile con una nuova era digitale, e un efficace funzionamento della filiera industriale di internet.<\/p>\n<h2><\/h2>\n<h2><strong>2.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L\u2019Agenda digitale europea e la digitalizzazione in Italia<\/strong><\/h2>\n<p>Le Direttive e i Regolamenti europei del 2009 istituiscono un quadro normativo comune per le reti ed i servizi di comunicazione elettronica con l\u2019obiettivo di rafforzare la concorrenza, agevolando l\u2019ingresso dei nuovi operatori, e di incentivare gli investimenti nel settore. Ci\u00f2 vale anche per la banda larga e le reti di nuova generazione, sebbene nelle direttive non ci sia una disciplina di dettaglio e i servizi collegati non rientrino nel perimetro del servizio universale.<\/p>\n<p>In tema di banda larga, la Strategia Europea 2020 e\u00a0<a href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/digital-agenda\/\">l\u2019Agenda Digitale Europea<\/a>\u00a0prevedono gli obiettivi che gli Stati membri devono realizzare entro il 2020:<\/p>\n<ul>\n<li>copertura banda larga veloce, maggiore di 30 Mbps per tutti i cittadini europei entro il 2020;<\/li>\n<li>copertura banda larga ultraveloce, maggiore di 100 Mbps, per il 50% dei cittadini europei entro il 2020.<\/li>\n<\/ul>\n<p>In tema di servizi digitali, gli obiettivi europei da raggiungere entro 2015 sono:<\/p>\n<ul>\n<li>almeno il 50% della popolazione usi servizi di e-government;<\/li>\n<li>almeno il 50% degli utenti digitali utilizzi l\u2019e-commerce;<\/li>\n<li>il 75% della popolazione acceda abitualmente a internet;<\/li>\n<li>il 33% delle PMI dovr\u00e0 vendere e acquistare online.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Si stima che la piena attuazione dell\u2019Agenda digitale far\u00e0 aumentare il PIL europeo del 5% nei prossimi otto anni, aumentando gli investimenti nelle Tecnologie dell\u2019informazione e della Comunicazione, migliorando i livelli di competenza digitale e consentendo l\u2019innovazione del settore pubblico. In particolare, un aumento del 10% della penetrazione della banda larga veloce e ultra veloce pu\u00f2 contribuire sia alla formazione di una societ\u00e0 digitale, sia alla crescita economica, con un aumento del PIL del 1 \u2013 1,5%.<\/p>\n<p>Grazie alla realizzazione delle infrastrutture digitali potrebbero essere creati 1,2 milioni di posti di lavoro entro il 2015. Nel lungo termine ci\u00f2 porterebbe alla creazione di 3,8 milioni di nuovi posti di lavoro in tutti i settori dell\u2019economia.<\/p>\n<p>Nel 2016, la Commissione europea ha analizzato i progressi degli Stati membri in base agli indicatori contenuti nell\u2019Indice di digitalizzazione dell\u2019economia e della societ\u00e0 (<a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/digital-single-market\/en\/desi\">DESI, 2016<\/a>), che riguardano: 1) connettivit\u00e0; 2) capitale umano; 3) uso di internet; 4) integrazione delle tecnologie digitali; 5) servizi pubblici digitali.<\/p>\n<p>L\u2019Italia si conferma tra i paesi con le pi\u00f9 basse prestazioni digitali, inferiori alla media europea, insieme a Bulgaria, Cipro, Grecia, Croazia, Ungheria, Polonia, Romania, Slovenia e Slovacchia. In particolare, l\u2019Italia occupa la 25\u00b0 posizione nella classifica degli Stati membri dell\u2019UE.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/images.irpa.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Commissione-2.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-24851\" src=\"https:\/\/images.irpa.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Commissione-2.png\" sizes=\"(max-width: 1491px) 100vw, 1491px\" srcset=\"https:\/\/images.irpa.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Commissione-2.png 1491w, https:\/\/gag-irpa.s3.eu-central-1.amazonaws.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Commissione-2-300x154.png 300w, https:\/\/images.irpa.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Commissione-2.png 150w, https:\/\/images.irpa.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Commissione-2.png 122w, https:\/\/images.irpa.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Commissione-2.png 99w, https:\/\/images.irpa.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Commissione-2.png 157w\" alt=\"Commissione 2\" width=\"1491\" height=\"765\" \/><\/a><\/p>\n<p>Commissione europea, 2016<\/p>\n<p>Ad ogni modo, l\u2019Italia fa parte del gruppo di paesi (Croazia, Lettonia, Romania, Slovenia e Spagna) che stanno recuperando, ossia dei paesi il cui punteggio \u00e8 ancora al di sotto della media UE ma \u00e8 aumentato pi\u00f9 velocemente di quello dell\u2019UE nel suo insieme.<\/p>\n<p>La copertura delle reti NGA \u00e8 passata dal 36% delle famiglie nel 2014 al 44% nel 2015, a fronte di una media europea del 71%. I progressi sono ancora troppo lenti, ostacolando anche la sottoscrizione di abbonamenti alla banda larga veloce: la percentuale di sottoscrittori al broadband fisso \u00e8 pari al 53% delle famiglie a fronte del 72% della media europea; la percentuale di sottoscrittori al fast broadband (servizi con banda superiore a 30 Mbit\/s) raggiunge appena il 5,4% del totale delle famiglie a fronte di una media europea del 30% (terzultima posizione nella UE).<\/p>\n<p>L\u2019assenza di competenze digitali di base \u00e8 la ragione principale del basso tasso di adozione della banda larga fissa. In effetti, il 37% della popolazione non usa internet regolarmente e il restante 63% svolge poche attivit\u00e0 complesse online. Per quanto riguarda i servizi pubblici digitali, l\u2019Italia si avvicina alla media dell\u2019UE.<\/p>\n<p>Di seguito, si riporta la selezione dei principali documenti che la Commissione europea ha elaborato negli ultimi anni per la regolazione del settore<\/p>\n<ul>\n<li>Commissione Europea (2009),\u00a0<a href=\"http:\/\/www.agid.gov.it\/sites\/default\/files\/leggi_decreti_direttive\/comunicazione-commissione-2009.c-235.04.pdf\"><em>Orientamenti comunitari relativi all\u2019applicazione delle norme in materia di aiuti di Stato in relazione<\/em>\u00a0<em>allo sviluppo rapido di reti a Banda Larga<\/em><\/a><\/li>\n<li>Commissione Europea (2010),\u00a0<a href=\"http:\/\/eur-lex.europa.eu\/LexUriServ\/LexUriServ.do?uri=COM:2010:0471:FIN:IT:PDF\"><em>Proposta di decisione che stabilisce il primo programma relativo alla politica in materia di spettro radio<\/em><\/a><\/li>\n<li>Commissione Europea (2010),\u00a0<a href=\"http:\/\/eur-lex.europa.eu\/LexUriServ\/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2010:251:0035:0048:IT:PDF\"><em>Raccomandazione relativa all\u2019accesso regolamentato alle reti di accesso di nuova generazione (NGA)<\/em><\/a><\/li>\n<li>Commissione Europea (2010),\u00a0<a href=\"http:\/\/eur-lex.europa.eu\/LexUriServ\/LexUriServ.do?uri=COM:2010:0245:FIN:IT:PDF\"><em>Un\u2019Agenda Digitale Europea<\/em><\/a><\/li>\n<li>Commissione Europea (2011),\u00a0<a href=\"http:\/\/eur-lex.europa.eu\/LexUriServ\/LexUriServ.do?uri=COM:2011:0942:FIN:IT:PDF\"><em>Un quadro coerente per rafforzare la fiducia nel mercato unico digitale del commercio elettronico e dei servizi on-line<\/em><\/a><\/li>\n<li><em>\u00a0<\/em>Commissione europea (2013),\u00a0<a href=\"http:\/\/www.reterurale.it\/flex\/cm\/pages\/ServeAttachment.php\/L\/IT\/D\/a%252F1%252F5%252FD.1c5dd0e730147ea7d7bb\/P\/BLOB%3AID%3D10570\"><em>Orientamenti dell\u2019Unione europea per l\u2019applicazione delle norme in materia di aiuti di Stato in relazione allo sviluppo rapido di reti a banda larga<\/em><\/a><\/li>\n<li>Commissione europea (2013),\u00a0<a href=\"http:\/\/eur-lex.europa.eu\/LexUriServ\/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2013:251:0013:0032:IT:PDF\"><em>Raccomandazione relativa all\u2019applicazione coerente degli obblighi di non discriminazione e delle metodologie di determinazione dei costi per promuovere la concorrenza e migliorare il contesto per gli investimenti in banda larga<\/em><\/a><\/li>\n<li>Commissione europea (2013),\u00a0<a href=\"http:\/\/eur-lex.europa.eu\/LexUriServ\/LexUriServ.do?uri=COM:2013:0147:FIN:IT:PDF\"><em>Proposta di regolamento recante misure volte a ridurre i costi dell\u2019installazione di reti di comunicazione elettronica ad alta velocit\u00e0<\/em><\/a><\/li>\n<li>BEREC (2013)\u00a0<em>Opinion on<\/em>\u00a0<em>Review of wholesale prices on markets 4 and 5 in Italy\u00a0<\/em>(<a href=\"http:\/\/berec.europa.eu\/eng\/document_register\/subject_matter\/berec\/opinions\/1473-berec-opinion-on-phase-ii-investigation-pursuant-to-article-7a-of-directive-200221ec-as-amended-by-directive-2009140ec-cases-it20131489-1490-review-of-wholesale-prices-on-markets-4-and-5-in-italy\">qui<\/a>)<\/li>\n<li>Commissione europea, pacchetto legislativo\u00a0<a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/digital-agenda\/en\/connected-continent-single-telecom-market-growth-jobs\"><em>Un continente connesso: un mercato unico delle telecomunicazioni per la crescita e l\u2019occupazione<\/em><\/a>, composto di:<\/li>\n<li>una proposta di Regolamento su misure per un mercato unico europeo delle comunicazioni elettroniche per raggiungere un Continente connesso;<\/li>\n<li>una proposta di raccomandazione sugli obblighi di non discriminazione e le modalit\u00e0 di calcolo dei costi per promuovere la concorrenza e migliorare gli investimenti nella banda larga.<\/li>\n<li>Direttiva 2014\/61\/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 maggio 2014 recante\u00a0<a href=\"http:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/ALL\/?uri=CELEX:32014L0061\"><em>misure volte a ridurre i costi dell\u2019installazione di reti di comunicazione elettronica ad alta velocit\u00e0<\/em><\/a><em>,\u00a0<\/em>attuata in Italia con il\u00a0<a href=\"http:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/id\/2016\/03\/09\/16G00041\/sg\">decreto legislativo 15 febbraio 2016, n. 33<\/a>.<\/li>\n<li>Raccomandazione 2014\/710\/UE della Commissione del 9 ottobre 2014\u00a0<a href=\"http:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/?uri=CELEX:32014H0710\"><em>relativa ai mercati rilevanti di prodotti e servizi del settore delle comunicazioni elettroniche che possono essere oggetto di una regolamentazione ex ante ai sensi della direttiva 2002\/21\/CE del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro normativo comune per le reti ed i servizi di comunicazione elettronica<\/em><\/a><\/li>\n<\/ul>\n<p>Nell\u2019anno in corso, la Commissione presenter\u00e0 una versione aggiornata delle norme UE in materia di telecomunicazioni che dovrebbe incentivare e raccogliere pi\u00f9 investimenti privati e garantire la prevedibilit\u00e0 normativa e condizioni adeguate perch\u00e9 tutti gli operatori possano investire. Si concentrer\u00e0 inoltre su un migliore coordinamento dello spettro radio e delle comunicazioni mobili 5G del futuro.<\/p>\n<h2><\/h2>\n<h2><strong>3. Il fabbisogno, i fondi e gli strumenti finanziari europei<\/strong><\/h2>\n<p><em><u>Il fabbisogno d\u2019investimento<\/u><\/em><\/p>\n<p>Occorrono ingenti investimenti per completare la dotazione infrastrutturale e per la realizzazione, praticamente\u00a0<em>ex novo\u00a0<\/em>in molte zone dell\u2019Europa, delle reti di nuova generazione\u00a0<em>(Next Generation Network<\/em>\u00a0\u2013 NGN) che consentano l\u2019accesso a internet veloce e super veloce (tra i 30 e 100 Mbps) e la diffusione dei servizi digitali di nuova generazione.<\/p>\n<p>Il fabbisogno di investimento \u00e8 ingente ed ha un orizzonte temporale di lungo periodo. In base ad una recente analisi della Commissione europea sui finanziamenti necessari per raggiungere gli obiettivi digitali entro il 2020 si stima che, nello scenario pi\u00f9 ottimista, l\u2019obiettivo di copertura di 30 Mbps per tutti sar\u00e0 raggiunto in Europa soltanto se saranno investiti 34 miliardi di euro, di cui 21 miliardi di euro provenienti da fonti pubbliche<a href=\"https:\/\/archivio.irpa.eu\/gruppi-aree-ricerca\/amministrazione-e-mercato\/dossier-banda-larga-e-ngn\/dossier-banda-larga-e-reti-di-nuova-generazione\/#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>La stima per raggiungere l\u2019obiettivo pi\u00f9 ambizioso (met\u00e0 delle famiglie europee con 100 Mbps di abbonamento) \u00e8 pari a 92,4 miliardi di euro.<\/p>\n<p>Per l\u2019Italia, la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) stima un fabbisogno di investimenti compreso in un\u00a0<em>range<\/em>\u00a0di 9-24 miliardi di euro, a seconda delle tecnologie adottate.<\/p>\n<p><em><u>I fondi e gli strumenti finanziari<\/u><\/em><\/p>\n<p>Per il periodo di programmazione che si chiude nel 2020, l\u2019Europa ha deciso di mettere in campo maggiori risorse per incentivare gli investimenti digitali in ICT e per le reti che consentono la diffusione della banda larga veloce e ultra-veloce. \u00c8 previsto che tali risorse europee provengano dai\u00a0<strong>Fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE).<\/strong><\/p>\n<p>Mentre nel precedente periodo di programmazione 2007-2013 sono stati destinati 2,7 miliardi di euro per le reti di nuova generazione, nel periodo di programmazione 2014-2020, le risorse destinate esclusivamente agli investimenti di questo tipo sono aumentati e pari a 6,4 miliardi di euro (5 miliardi dal Fondo europeo per lo sviluppo regionale \u2013 FESR; 1,5 miliardi dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale \u2013 FEASR).<\/p>\n<p>Lo strumento della\u00a0<strong>Connecting Europe Facility<\/strong>\u00a0previsto nel\u00a0<a href=\"http:\/\/eur-lex.europa.eu\/LexUriServ\/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2013:348:0129:0171:IT:PDF\">Reg. (CE) 11-12-2013 n. 1316\/2013 che istituisce il meccanismo per collegare l\u2019Europa<\/a>\u00a0ha una dotazione che ammonta a 33,3 miliardi di euro, di cui oltre 1 miliardo \u00e8 destinato a reti e servizi digitali, di cui circa 170 milioni destinati allo sviluppo di reti a banda larga e 970 milioni a infrastrutture per servizi digitali (entro il 2020).<\/p>\n<p>La Connecting Europe Facility intende fare leva sui nuovi strumenti finanziari tramite la Banca europea per gli investimenti (BEI). In base a questo meccanismo, la Commissione europea e la BEI possono finanziare prestiti,\u00a0<em>project bond<\/em>\u00a0e garanzie per il finanziamento di progetti in materia di telecomunicazioni.<\/p>\n<p>Si stima che la\u00a0<strong>Banca europea degli investimenti<\/strong>\u00a0(BEI) investir\u00e0 nel settore delle TLC, soprattutto su base\u00a0<em>corporate<\/em>, 16 miliardi di euro entro il 2020, contribuendo agli investimenti dei privati nella realizzazione delle reti di nuova generazione. Nel 2014, la BEI ha concesso prestiti per 2,27 miliardi di euro nel settore delle TLC.<\/p>\n<p>In tale contesto, la Commissione europea ha proposto un regolamento sugli\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ipex.eu\/IPEXL-WEB\/dossier\/files\/download\/082dbcc53eea9c03013efa96fbf40ab7.do\"><em>Orientamenti per le reti trans-europee di telecomunicazioni<\/em>.<\/a>con le regole sui progetti di interesse europeo finanziabili con le risorse europee.<\/p>\n<p>La Commissione europea ha inoltre pubblicato nel 2014 una guida per le autorit\u00e0 nazionali e regionali\u00a0<a href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/digital-agenda\/en\/news\/digital-agenda-toolbox-european-structural-and-investment-funds\">The digital Agenda Toolbox<\/a>\u00a0al fine di fornire loro un supporto operativo su come sfruttare al meglio le risorse europee messe a disposizione per la crescita digitale tramite i Fondi strutturali e i Fondi di investimento. Si veda anche la guida sugli investimenti in banda larga,\u00a0<a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/digital-single-market\/en\/news\/broadband-investment-guide\">Guide to high-speed broadband Investments<\/a>.<\/p>\n<p>Un contributo importante agli investimenti nella banda larga e nelle reti di nuova generazione potr\u00e0 provenire dal\u00a0<a href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/priorities\/jobs-growth-and-investment\/investment-plan_en\">Piano Junker<\/a>\u00a0(315 miliardi di euro) e dal\u00a0<strong>Fondo europeo per gli investimenti strategici<\/strong>\u00a0(FEIS). In questo contesto, le\u00a0<strong>banche\/istituzioni di promozione nazionale<\/strong>\u00a0sono chiamate a svolgere un ruolo cruciale per sbloccare gli investimenti e portare avanti il Piano di investimenti e assicurare un uso quanto pi\u00f9 efficiente delle risorse pubbliche.<\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 stato il quarto paese ad annunciare un contributo tramite la Cassa Depositi e Prestiti (CDP) per un importo pari a 8 miliardi di euro.<\/p>\n<h2><\/h2>\n<h2><strong>4. La situazione italiana in materia di banda larga e reti digitali<\/strong><\/h2>\n<p>Le analisi dell\u2019Autorit\u00e0 garante delle comunicazioni elettroniche (Agcom) risultano sostanzialmente in linea con i dati forniti dalla Commissione europea (vedi par. 2), in base ai quali l\u2019Italia ha mostrato nel 2015 una migliore capacit\u00e0 di recupero del divario rispetto all\u2019Europa negli indicatori infrastrutturali e di offerta di nuovi servizi, sebbene si registri ancora un risultato negativo dal lato della domanda.<\/p>\n<p>La disponibilit\u00e0 dei servizi di accesso a reti fisse a banda larga ha raggiunto il 99% delle abitazioni e quella a banda ultralarga \u00e8 passata dal 36% del 2014 al 44% del 2015.<\/p>\n<p>A marzo 2016, gli accessi broadband hanno raggiunto i 15,1 milioni di linee, con un aumento su base annua di 580 mila unit\u00e0, superiore alla crescita osservata tra marzo 2015 e marzo 2014 (+380 mila unit\u00e0). Il peso degli accessi con velocit\u00e0 maggiore di 30 Mbps (1,2 milioni in marzo) \u00e8 pari all\u20198,2% (contro il 4,3% del marzo 2015).<\/p>\n<p>A marzo 2016, le linee broadband di nuova generazione ammontano a 1,7 milioni di unit\u00e0, con una crescita su base annua di circa +820 mila linee. La diffusione degli accessi alle reti di nuova generazione risulta in accelerazione: l\u2019aumento da inizio anno \u00e8 stato pari a circa +280 mila linee, contro un corrispondente valore di +125 mila registrato nel primo trimestre del 2015.<\/p>\n<p>I consumatori italiani continuano a preferire l\u2019accesso alle reti mobili rispetto a quelle fisse (75% di diffusione contro il 53% degli accessi alla rete fissa a banda larga base, sintomo di un rallentato processo di convergenza rispetto all\u2019Europa in cui gli indicatori sono pressoch\u00e9 equivalenti e pari al 72 e al 75%); la diffusione degli accessi a banda ultra-larga \u00e8 ancora molto bassa (5,4% il numero di abbonati sulla popolazione contro il 30% dell\u2019UE, anche se in aumento rispetto al 2014, in cui la percentuale era ferma al 3,8%); l\u20191,8% del reddito pro-capite degli italiani \u00e8 assorbito dalla spesa al minore prezzo disponibile per l\u2019abbonamento a servizi a banda larga contro l\u20191,3% della media europea.<\/p>\n<p>All\u2019origine delle performance poco soddisfacenti dell\u2019Italia due fattori determinanti: un minor livello di specializzazione e cultura digitale da un lato e l\u2019invecchiamento della popolazione dall\u2019altro. Anche il settore dell\u2019industria (e in particolare delle piccole e medie imprese) e quello della pubblica amministrazione fanno registrare ritardi nella propensione all\u2019uso della Rete sebbene in misura minore rispetto al settore domestico.<\/p>\n<p>Sul versante delle infrastrutture di ultima generazione, fisse e mobili, si registra nel 2015 una crescita per effetto della ripresa degli investimenti delle imprese. Gli investimenti in reti fisse aumentano del 24% e quelli in reti mobili del 16% raggiungendo, nel 2015, i 7,4 miliardi di euro (pi\u00f9 del 6% della spesa in investimenti in Italia).<\/p>\n<p>Il divario tra le diverse aree del paese ha spinto il Governo ad accelerare il piano per la banda ultralarga puntando sull\u2019investimento diretto dello Stato nella realizzazione delle nuove reti.<\/p>\n<p>Nel 2015 sono stati stanziati, per il programma di sviluppo 2016-2020, 2 miliardi di euro attraverso i fondi europei per programmi regionali gi\u00e0 approvati dalla Commissione e 4,9 miliardi di risorse pubbliche sono stimati per il prossimo futuro<\/p>\n<p>Secondo l\u2019Istat (2016) l\u2019eventuale copertura totale della banda ultralarga porterebbe a un aumento del valore aggiunto pari al 23% nei servizi di mercato, all\u2019 11% nelle costruzioni e al 9% nel commercio e nell\u2019 industria in senso stretto. Ad essere avvantaggiato sarebbe soprattutto il Centro-Nord con aumenti tra il 16% in Valle d\u2019 Aosta e l\u201911% nelle Marche, mentre il Mezzogiorno registrerebbe incrementi pi\u00f9 contenuti, tra il 10% in Campania e Calabria e il 7% in Sicilia.<\/p>\n<h2><\/h2>\n<h2><strong>5. Le politiche pubbliche nazionali<\/strong><\/h2>\n<p>L\u2019Italia ha fatto propri gli obiettivi dell\u2019Agenda Digitale Europea ed ha intrapreso numerose iniziative in materia di banda larga, reti di nuova generazione e servizi digitali:<\/p>\n<ul>\n<li>Piano nazionale Banda larga per azzerare il digital divide;<\/li>\n<li>Progetto Strategico Banda Ultra-larga per realizzare nuovi investimenti in reti di accesso di nuova generazione (NGAN): in particolare, interviene esclusivamente nelle \u201caree bianche NGN\u201d, dove le infrastrutture di accesso di nuova generazione sono inesistenti e non si prevede verranno sviluppate nei prossimi tre anni.<\/li>\n<li>Procedura di gara e assegnazione dei diritti d\u2019uso relativi alle frequenze in banda 800, 1800, 2000, 2600 per consentire lo sviluppo della banda larga mobile 4G e della tecnologia LTE.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Sullo stato dell\u2019arte delle gare pubbliche per completare il Piano nazionale banda larga e il Progetto Strategico Banda Ultra-larga si veda\u00a0<a href=\"http:\/\/www.agendadigitale.eu\/infrastrutture\/1325_banda-larga-lo-stato-delle-gare-pubbliche-per-digital-divide-e-fibra-ottica.htm\">qui<\/a>\u00a0e i dati forniti da\u00a0<a href=\"http:\/\/www.infratelitalia.it\/\">Infratel Italia<\/a>, societ\u00e0 in-house del Ministero dello sviluppo economico e soggetto attuatore dei Piani Banda Larga e Ultra Larga del Governo. Il suo obiettivo \u00e8 ridurre il digital divide nelle aree a fallimento di mercato, attraverso la realizzazione e l\u2019integrazione di infrastrutture capaci di estendere le opportunit\u00e0 di accesso a internet veloce. Accedere a servizi a banda larga e ultra larga \u00e8, infatti, essenziale per lo sviluppo e la competitivit\u00e0 di un moderno sistema economico, basato sulla conoscenza e sullo scambio veloce ed efficiente di dati ed informazioni.<\/p>\n<p>La Strategia italiana per la realizzazione degli obiettivi stabiliti dall\u2019Agenda Digitale Europea \u00e8 contenuta\u00a0<a href=\"http:\/\/www.sviluppoeconomico.gov.it\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;viewType=0&amp;idarea1=1701&amp;idarea2=0&amp;idarea3=0&amp;idarea4=0&amp;andor=AND&amp;sectionid=0&amp;andorcat=AND&amp;partebassaType=0&amp;idareaCalendario1=0&amp;MvediT=1&amp;showMenu=1&amp;showCat=1&amp;showArchiveNewsBotton=0&amp;idmenu=2509&amp;id=2019983\">nell\u2019Agenda Digitale Italiana<\/a>, i cui punti cardine sono:<\/p>\n<ul>\n<li>la Cabina di regia, articolata in sei gruppi di lavoro (infrastrutture e sicurezza; e-commerce; e-gov \/open data; informatizzazione digitale &amp; competenze digitali; ricerca e innovazione; smart communities);<\/li>\n<li>il Commissario di Governo per l\u2019Agenda Digitale;<\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.agid.gov.it\/\">l\u2019Agenzia per l\u2019Italia Digitale<\/a>\u00a0(AgID) che coordina le azioni in materia di innovazione per promuovere le tecnologie ICT a supporto della pubblica amministrazione, garantendo la realizzazione degli obiettivi dell\u2019Agenda Digitale Italiana in coerenza con l\u2019Agenda Digitale Europea;<\/li>\n<li>il budget previsionale 2014-2020 della strategia nazionale ammonta a complessivi 12,9 miliardi di euro, ripartiti in:<\/li>\n<li>4 miliardi di euro per realizzare le Infrastrutture digitali;<\/li>\n<li>1 miliardo di euro per attuare il Mercato unico digitale;<\/li>\n<li>500 milioni di euro per realizzare la Cittadinanza digitale;<\/li>\n<li>1 miliardo di euro per l\u2019Amministrazione digitale;<\/li>\n<li>1 miliardo di euro per E-government;<\/li>\n<li>1,3 miliardi di euro per Competenze digitali;<\/li>\n<li>1,1 miliardi di euro per Ricerca e Innovazione;<\/li>\n<li>3 miliardi di euro per Smart cities and communities.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Nell\u2019ambito dell\u2019Agenda Digitale Italiana, si prevedono una serie di interventi strategici per la digitalizzazione della pubblica amministrazione e dei rapporti con imprese e cittadini:<\/p>\n<ul>\n<li>obbligo di fatturazione elettronica verso la PA (che gi\u00e0 oggi interessa 2 milioni dei fornitori della PA). La PA ha gi\u00e0 messo in opera un Sistema di Interscambio (SdI) gestito dalla Agenzia delle entrate attraverso Sogei;<\/li>\n<li>sistema pubblico di connettivit\u00e0 (SPC);<\/li>\n<li>carta d\u2019identit\u00e0 digitale, domicilio digitale, firma elettronica avanzata;<\/li>\n<li>partecipazione al procedimento amministrativo informatico;<\/li>\n<li>anagrafe nazionale della popolazione residente e dematerializzazione degli atti della PA;<\/li>\n<li>fascicolo sanitario elettronico, digitalizzazione delle ricette, cartelle cliniche digitali;<\/li>\n<li>fascicolo elettronico dello studente e alfabetizzazione digitale degli studenti;<\/li>\n<li>asta elettronica negli appalti pubblici;<\/li>\n<li>processo civile telematico.<\/li>\n<\/ul>\n<p>L\u2019attuazione dell\u2019Agenda Digitale Italiana assume un ruolo centrale, sia per conseguire obiettivi di crescita, come conseguenza di un miglioramento della produttivit\u00e0 delle imprese e dell\u2019efficienza della pubblica amministrazione, sia di inclusione sociale, in termini di maggiori opportunit\u00e0 per i cittadini e le famiglie di partecipare ai benefici della societ\u00e0 dell\u2019informazione.<\/p>\n<p>Secondo le stime dell\u2019Osservatorio Agenda digitale della School of Management del Politecnico di Milano, un ritardo nell\u2019attuazione dell\u2019Agenda digitale costa 1 miliardo di euro al mese in termini di risparmi mancati della PA. In particolare:<\/p>\n<ul>\n<li>l\u2019adozione della fatturazione elettronica verso la PA potrebbe portare risparmi di 1,1 miliardi l\u2019anno;<\/li>\n<li>l\u2019introduzione di soluzioni informatiche in sanit\u00e0 farebbe risparmiare 6,5 miliardi l\u2019anno;<\/li>\n<li>il corretto ricorso a infrastrutture cloud vale circa 1 miliardo in tre anni;<\/li>\n<li>lo sviluppo di negoziazioni online attraverso strumenti e-procurement 5 miliardi ogni anno, passando dall\u2019attuale 5% di transato online sulla spesa pubblica per beni e servizi al 30%.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Oltre a essere una leva di efficienza per la PA, l\u2019Agenda digitale \u00e8 anche un\u2019opportunit\u00e0 di crescita per le imprese (ad esempio, 6 miliardi di minori costi nell\u2019ipotesi di aumento dal 5% al 15% della digitalizzazione dei processi commerciali), di nascita di nuove startup (con un impatto sul PIL dello 0,2% grazie a uno stanziamento di 300 milioni l\u2019anno in fondi seed) e di risparmio per le famiglie (ad esempio, 3 miliardi di euro l\u2019anno, ipotizzando che l\u2019e-commerce passi dall\u2019attuale 2,6% al 10%).<\/p>\n<p>Sono molto positivi la previsione di realizzare il catasto delle infrastrutture di comunicazione nel sottosuolo e l\u2019approvazione del\u00a0<a href=\"http:\/\/www.mit.gov.it\/mit\/site.php?p=cm&amp;o=vd&amp;id=2875\">Decreto scavi<\/a>, che contiene le nuove regole tecniche sulle operazioni di scavo e ripristino per la posa di infrastrutture digitali nelle infrastrutture stradali. Si stima si libereranno investimenti tra i 7 e i 10 miliardi di euro.<\/p>\n<p>Nel Decreto Sblocca Italia (D.L. n. 133\/2014) si prevedono specifiche misure rilevanti in tema di banda larga e ultra-larga (art. 6):<\/p>\n<ul>\n<li>agevolazioni per la realizzazione di reti di comunicazione elettronica a banda ultra-larga. Si prevede, in particolare, un credito d\u2019imposta a valere sull\u2019IRES e sull\u2019IRAP complessivamente dovute dall\u2019impresa che realizza l\u2019intervento infrastrutturale, entro il limite massimo del 50% del costo dell\u2019investimento, purch\u00e9 l\u2019intervento ricada nelle aree cosiddette bianche (a fallimento di mercato).<\/li>\n<li>semplificazione delle procedure di scavo e di posa aerea dei cavi, nonch\u00e9 per la realizzazione delle reti di telecomunicazioni mobili.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Nell\u2019<a href=\"http:\/\/www.dps.gov.it\/it\/AccordoPartenariato\">Accordo di partenariato 2014-2020<\/a>\u00a0un Obiettivo Tematico (OT n. 2) \u00e8 riservato a:\u00a0<em>Migliorare l\u2019accesso alle Tecnologie dell\u2019informazione e della comunicazione, nonch\u00e9 l\u2019impiego e la qualit\u00e0 delle medesime<\/em>, a cui viene riservata una dotazione pari a 1.925 milioni di euro per gli anni 2014-2020, di cui 1.789 milioni di euro a valere sul FESR (1.401 per le regioni meno sviluppate; 307 per le regioni pi\u00f9 sviluppate e 72 per le regioni in transizione) e 136.5 milioni di euro a valere sul fondo FEASR.<\/p>\n<h2><\/h2>\n<h2><strong>6. La strategia nazionale per la banda ultra-larga e la crescita digitale 2014-2020<\/strong><\/h2>\n<p>Il 3 marzo 2015, il Consiglio dei Ministri ha approvato il\u00a0<a href=\"http:\/\/www.agid.gov.it\/sites\/default\/files\/documentazione\/strategia_per_la_banda_ultralarga_e_crescita_digitale_marzo2015.pdf\">Piano nazionale Banda Ultra-larga e il Piano Crescita Digitale<\/a>, due strategie sinergiche per il perseguimento degli obiettivi dell\u2019Agenda Digitale con un orizzonte temporale al 2020.<\/p>\n<p>Lo scopo \u00e8 quello di sfruttare al meglio il potenziale delle tecnologie dell\u2019informazione e della comunicazione per favorire l\u2019innovazione, la crescita economica e la competitivit\u00e0.<\/p>\n<p>Relazione tra Strategia BUL, Piano Crescita digitale e gli indicatori europei DESI<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/images.irpa.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Presidenza-del-Consiglio-2016.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-24852\" src=\"https:\/\/images.irpa.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Presidenza-del-Consiglio-2016.png\" sizes=\"(max-width: 662px) 100vw, 662px\" srcset=\"https:\/\/images.irpa.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Presidenza-del-Consiglio-2016.png 662w, https:\/\/gag-irpa.s3.eu-central-1.amazonaws.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Presidenza-del-Consiglio-2016-300x99.png 300w, https:\/\/images.irpa.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Presidenza-del-Consiglio-2016.png 150w, https:\/\/images.irpa.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Presidenza-del-Consiglio-2016.png 122w, https:\/\/images.irpa.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Presidenza-del-Consiglio-2016.png 99w, https:\/\/images.irpa.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Presidenza-del-Consiglio-2016.png 157w\" alt=\"Presidenza del Consiglio 2016\" width=\"662\" height=\"219\" \/><\/a><\/p>\n<p>Presidenza del Consiglio, 2016<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<h2><strong>6.1\u00a0<\/strong><a href=\"http:\/\/www.agid.gov.it\/sites\/default\/files\/documentazione\/bul_4_marzodef_0.pdf\"><strong>La Strategia italiana per<\/strong><strong>\u00a0la Banda Ultra-larga<\/strong><\/a><\/h2>\n<p>Il Piano Strategico per la banda ultra-larga si pone l\u2019obiettivo di massimizzare entro il 2020 la copertura della popolazione (85%) con una connettivit\u00e0 ad almeno 100 Mbps, che \u00e8 l\u2019unica a poter essere definita ultra fast broadband nell\u2019accezione dell\u2019Agenda Digitale e comunque garantire a tutti i cittadini almeno 30 Mbps in download (fast broadband, nell\u2019accezione dell\u2019Agenda Digitale Europea).<\/p>\n<p>Il Piano strategico, in particolare, prevede di investire pi\u00f9 di 6 miliardi di euro di risorse pubbliche entro il 2020 che, anche attraverso alcuni interventi tesi alla semplificazione del contesto di riferimento, potrebbero arrivare a mobilitare un importo analogo da parte degli operatori privati, con un mix virtuoso di investimenti pubblici e privati.<\/p>\n<p>Le risorse pubbliche dovrebbero provenire per 2 miliardi di euro dai Fondi FESR e FEASR e per 4 miliardi di euro dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC, ex FAS). Risorse aggiuntive potrebbero provenire dal Piano Juncker, in base al quale tra i settori da privilegiare c\u2019\u00e8 proprio quello delle infrastrutture per la banda larga.<\/p>\n<p>Il piano individua tre scenari in funzione della quota di risorse private mobilitate:<\/p>\n<ul>\n<li><em>Blu sky case<\/em>. Ammontare complessivo degli investimenti pari a circa 12 miliardi di euro (50% Pubblico, 50% privato): l\u201987% della popolazione avrebbe una copertura a 100 Mbps, mentre il restante 13% a 30 Mbps.<\/li>\n<li><em>Base case<\/em>. Ammontare complessivo degli investimenti pari a circa 10 miliardi di euro (60% Pubblico, 40% privato): il 70% della popolazione avrebbe una copertura a 100 Mbps, mentre il restante 30% a 30 Mbps.<\/li>\n<li><em>Worst case<\/em>. Ammontare complessivo degli investimenti pari a circa 7 miliardi di euro (86% Pubblico, 14% privato): il 46% della popolazione avrebbe una copertura a 100 Mbps, mentre il restante 64% a 30 Mbps.<\/li>\n<\/ul>\n<p>In base al Piano per la banda ultra-larga, il territorio italiano \u00e8 stato suddiviso in quattro cluster, nei quali sono compresi i Comuni italiani a seconda delle loro caratteristiche (presenza di infrastrutture, densit\u00e0 popolazione, presenza aziende) per identificare la tipologia e il costo dell\u2019intervento necessario a portare la fibra ottica e diffondere la banda ultra-larga. La definizione dei cluster di intervento \u00e8 stata fatta partendo dall\u2019analisi dell\u2019offerta di infrastrutture per la banda ultra-larga, gi\u00e0 realizzate o programmate dagli operatori privati.<\/p>\n<h3><strong>6.1.1 L\u2019attuazione della strategia: il Piano di investimenti per la diffusione della banda ultra-larga.<\/strong><\/h3>\n<p>Con la delibera del 6 agosto 2015, n. 65, il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) ha determinato l\u2019assegnazione delle risorse pubbliche per gli investimenti previsti dalla Strategia nazionale, da realizzare secondo il modello dell\u2019intervento diretto.<\/p>\n<p>CLUSTER A \u2013 corrisponde alle aree nere NGA secondo la definizione degli Orientamenti comunitari. Gli operatori privati sono in grado di fornire la connessione con reti ultraveloci nell\u2019arco di un triennio, senza alcun contributo pubblico.<\/p>\n<p>CLUSTER B \u2013 corrisponde alle aree grigie NGA secondo la definizione degli Orientamenti comunitari. In questo cluster si concentra il 45% della popolazione e il 65% delle aziende. Si tratta di aree fornite di un\u2019infrastruttura per la banda ultralarga a 30 Mbps.<\/p>\n<p>CLUSTER C \u2013 corrisponde alle aree bianche NGA secondo la definizione degli Orientamenti, ovvero aree a fallimento di mercato, fornite di una infrastruttura per la banda larga con capacit\u00e0 inferiore a 30 Mbps.<\/p>\n<p>CLUSTER D \u2013 corrisponde alle aree bianche NGA secondo la definizione degli Orientamenti, ovvero aree a fallimento di mercato, principalmente rurali, in cui solo l\u2019intervento pubblico diretto pu\u00f2 garantire alla popolazione residente un servizio di connettivit\u00e0 superiore a 30 Mbps.<\/p>\n<p>A seguito di tale delibera, \u00e8 stato adottato nel 2016 il \u201c<a href=\"http:\/\/www.sviluppoeconomico.gov.it\/images\/stories\/documenti\/ITALIA_Strategia_BUL-Piano_di_investimenti_fin.pdf\">Piano di investimenti per la diffusione della banda ultra-larga<\/a>\u201c. Si tratta di un unico Piano per l\u2019intero territorio italiano volto a definire le possibili modalit\u00e0 di impiego di fondi pubblici compatibili con quando indicato negli Orientamenti relativi all\u2019applicazione delle norme in materia di aiuti di Stato in relazione allo sviluppo rapido di reti a banda larga. Si prevedono alcune interessanti novit\u00e0:<\/p>\n<ul>\n<li>l\u2019incremento delle risorse finanziarie da 0,5 a 7 miliardi di euro;<\/li>\n<li>l\u2019istituzione di un Comitato per la banda ultra-larga (COBUL) presso la Presidenza del Consiglio e sotto la supervisione del Governo, con l\u2019obiettivo di coordinare tutte le attivit\u00e0 e le entit\u00e0 convolte nel Piano;<\/li>\n<li>l\u2019aggregazione territoriale \u00e8 stata spostata dai singoli comuni (circa 8.100 comuni) a 94.645 aree pi\u00f9 piccole formate dall\u2019aggregazione di aree censuarie;<\/li>\n<li>l\u2019obiettivo principale dell\u2019intervento pubblico \u00e8 ora la realizzazione del \u201csalto di qualit\u00e0\u201d per realizzare reti che possano permettere servizi con banda anche molto superiore ai 100 Mbps e a prova di futuro;<\/li>\n<li>la contrattualizzazione degli impegni dei privati per evitare che la mera \u201cespressione d\u2019interesse\u201d da parte di un investitore privato possa causare ritardi all\u2019intervento pubblico;<\/li>\n<li>le gare per l\u2019assegnazione di contributi (Modello a contributo) sono state impostate allo scopo di allargare la platea degli investitori privati e l\u2019ammontare totale degli investimenti complessivi;<\/li>\n<li>l\u2019introduzione di incentivi alla domanda (voucher) per incrementare il numero dei sottoscrittori di servizi ad almeno 100 Mbps che al momento \u00e8 eccessivamente al di sotto della media delle nazioni UE.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il nuovo piano degli investimenti si integra e non si sovrappone con il precedente Piano Banda Ultra Larga (Aiuto di Stato SA.34199 \u2013 2012\/N \u2013 Italia), gi\u00e0 notificato alla Commissione europea e approvato in data 18.12.2012. Tuttavia, rinforza il precedente piano con maggiori risorse e nuove misure di aiuto, estendendolo anche alle aree nere e grigie NGA a 30 Mbps ma inferiori a 100 Mbps oltre che alle aree bianche NGA a oltre 100 Mbps.<\/p>\n<p>Il piano sar\u00e0 in vigore fino al 31 dicembre 2022 e lo Stato finanzier\u00e0 completamente la nuova infrastruttura, che rester\u00e0 di propriet\u00e0 pubblica, e incaricher\u00e0 un concessionario della gestione dei servizi di accesso alla rete (la concessione sar\u00e0 ventennale).<\/p>\n<p>Per la prima fase di attuazione della Strategia, il Governo, il Cobul e il CIPE hanno deciso di ricorrere al modello dell\u2019intervento diretto nelle aree a fallimento di mercato, raggruppate nei cluster C e D.<\/p>\n<p>Il regime quadro nazionale di aiuto, concernente detto intervento pubblico, \u00e8 stato considerato conforme alla normativa europea in materia di aiuti di Stato dalla Direzione Generale della Concorrenza della Commissione Europea. Il 30 giugno 2016, la Commissione europea ha, infatti, autorizzato le misure di aiuto della \u201cStrategia Banda Ultra-larga\u201d, cos\u00ec come previste nel Piano per la banda ultra-larga per il periodo 2016-2022 [<a href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/competition\/state_aid\/cases\/264095\/264095_1764969_101_2.pdf\">C(2016) 3931<\/a>] (<a href=\"http:\/\/europa.eu\/rapid\/press-release_IP-16-2363_it.htm\">qui<\/a>).<\/p>\n<h3><strong>6.1.2 Le gare indette da Infratel Italia per le aree a fallimento di mercato<\/strong><\/h3>\n<p><a href=\"http:\/\/www.infratelitalia.it\/\">Infratel Italia S.p.A.<\/a>\u00a0(Infrastrutture e Telecomunicazioni per l\u2019Italia) \u00e8 la societ\u00e0\u00a0<em>in house<\/em>\u00a0del Ministero dello sviluppo economico (MISE) che funge da soggetto attuatore dei Piani Banda Larga e Ultra Larga e della pi\u00f9 recente Strategia BUL del Governo. La missione della societ\u00e0 \u00e8 ridurre il\u00a0<em>digital divide<\/em>\u00a0nelle aree a fallimento di mercato, attraverso la realizzazione e l\u2019integrazione di infrastrutture capaci di estendere le opportunit\u00e0 di accesso a internet veloce.<\/p>\n<ul>\n<li>A marzo 2016, Infratel Italia ha indetto una procedura di gara per l\u2019istituzione di Accordi Quadro con pi\u00f9 operatori relativi all\u2019acquisto di diritti d\u2019uso di infrastrutture di posa di cavi in fibra ottica da integrare nella rete di telecomunicazioni a banda larga e ultralarga. Il 23 giugno 2016 si \u00e8 conclusa la fase di prequalifica della procedura con la selezione dei seguenti concorrenti: ENEL OPEN FIBER S.P.A.; E-VIA S.P.A.; TELECOM ITALIA S.P.A.; TERNA S.P.A. I concorrenti sopra indicati sono pertanto ammessi alla successiva fase di sottoscrizione degli Accordi Quadro.<\/li>\n<li>Il 3 giugno e l\u20198 agosto 2016 Infratel ha indetto due distinte procedure ristrette, gestite tramite piattaforma telematica, per l\u2019affidamento della concessione ventennale di costruzione, manutenzione e gestione di una infrastruttura passiva a Banda Ultralarga nelle aree bianche a totale o parziale fallimento di mercato. La rete rimarr\u00e0 di propriet\u00e0 pubblica. Il concessionario dovr\u00e0 garantire l\u2019accesso agli operatori terzi e a fornire i servizi wholesale.<\/li>\n<li>1\u00b0 bando per 6 Regioni (Abruzzo, Molise, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Veneto). La fase di prequalifica si \u00e8 chiusa a favore di: Enel open fiber; Metroweb; Telecom Italia, Fastweb; Estra Spa ed un altro raggruppamento temporaneo di imprese;<\/li>\n<li>2\u00b0 bando per 11 Regioni (Piemonte, Valle D\u2019Aosta, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Basilicata, Sicilia e della Provincia autonoma di Trento). I bandi sono stati pubblicati dopo la firma degli Accordi di Programma e delle convenzioni operative tra il MISE e le Regioni interessate.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Con la pubblicazione del secondo Bando risultano impegnate il 91,8% delle risorse complessive del Piano messe a disposizione come co-finanziamento pubblico per gli investimenti nelle Aree Bianche.<\/p>\n<p>Per Puglia, Calabria e Sardegna sar\u00e0 riservato un successivo bando\u00a0<em>ad hoc.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/images.irpa.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Sole-24-ore.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-24853 aligncenter\" src=\"https:\/\/images.irpa.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Sole-24-ore.jpg\" sizes=\"(max-width: 610px) 100vw, 610px\" srcset=\"https:\/\/images.irpa.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Sole-24-ore.jpg 610w, https:\/\/gag-irpa.s3.eu-central-1.amazonaws.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Sole-24-ore-300x254.jpg 300w, https:\/\/images.irpa.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Sole-24-ore.jpg 150w, https:\/\/images.irpa.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Sole-24-ore.jpg 122w, https:\/\/images.irpa.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Sole-24-ore.jpg 99w, https:\/\/images.irpa.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Sole-24-ore.jpg 106w\" alt=\"Sole 24 ore\" width=\"610\" height=\"517\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il Sole 24 Ore, agosto 2016<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><a href=\"http:\/\/www.agid.gov.it\/sites\/default\/files\/documentazione\/strat_crescita_digit_3marzo_0.pdf\"><strong>6.2 La Strategia per la Crescita Digitale 2014-2020<\/strong><\/a><\/h3>\n<p>Il piano nazionale per la banda ultra-larga \u00e8 sinergico alla \u201cStrategia per la crescita digitale 2014-2020\u201d che rappresenta la parte relativa alla domanda (obiettivo Italia 100% digitale). Si tratta di una strategia dinamica che punta alla crescita digitale di cittadini e imprese, anche utilizzando le leve pubbliche.<\/p>\n<p>La Strategia traccia una\u00a0<em>roadmap\u00a0<\/em>per la digitalizzazione del Paese capace di:<\/p>\n<ul>\n<li>determinare il progressivo switch off dell\u2019opzione analogica per la fruizione dei servizi pubblici, progettando la digitalizzazione della pubblica amministrazione in un\u2019ottica centrata sull\u2019utente e coordinando e mettendo a sistema le diverse azioni avviate da tutte amministrazioni pubbliche;<\/li>\n<li>garantire crescita economica e sociale, attraverso lo sviluppo di competenze nelle imprese e di diffusione di cultura digitale fra i cittadini che generi nuova offerta capace di competere sui mercati globali, e una accresciuta domanda capace a sua volta di stimolare offerta innovativa e qualificata, in un circolo virtuoso;<\/li>\n<li>rendere pi\u00f9 efficiente il sistema paese, coordinando in materia unitaria la programmazione e gli investimenti pubblici in innovazione digitale e ICT.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Si prevedono azioni infrastrutturali trasversali:<\/p>\n<ul>\n<li>Sistema Pubblico di Connettivit\u00e0 e predisposizione wi-fi in gli tutti edifici pubblici;<\/li>\n<li>Digital Security per la PA;<\/li>\n<li>Razionalizzazione del patrimonio ICT, consolidamento data center e cloud computing;<\/li>\n<li>Servizio Pubblico d\u2019Identit\u00e0 Digitale (SPID).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Le Piattaforme abilitanti sono:<\/p>\n<ul>\n<li>Anagrafe Popolazione Residente;<\/li>\n<li>Pagamenti elettronici;<\/li>\n<li>Fatturazione elettronica PA;<\/li>\n<li>Open Data;<\/li>\n<li>Sanit\u00e0 digitale;<\/li>\n<li>Scuola Digitale;<\/li>\n<li>Giustizia Digitale;<\/li>\n<li>Turismo Digitale;<\/li>\n<li>Agricoltura Digitale.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Nella riforma della pubblica amministrazione (legge n. 124\/2015) un ampio spazio \u00e8 dedicato alla digitalizzazione della pubblica amministrazione. Tra i decreti attuativi \u00e8 previsto, infatti, un importante intervento normativo sul\u00a0<a href=\"http:\/\/www.funzionepubblica.gov.it\/articolo\/riforma-della-pa\/04-02-2016\/codice-dell%E2%80%99amministrazione-digitale\">codice dell\u2019amministrazione digitale<\/a>\u00a0per stimolare e migliorare la qualit\u00e0 e la tempestivit\u00e0 dei servizi forniti dalla pubblica amministrazione ai cittadini.<\/p>\n<h2><\/h2>\n<h2><strong>7. La regolazione settoriale<\/strong><\/h2>\n<p>Oltre alle strategie governative e alla legislazione nazionale, gioca un ruolo fondamentale la regolazione settoriale dei mercati delle comunicazioni digitali. Nella fase a monte del processo decisionale, le Autorit\u00e0 nazionali intervengono direttamente e\/o attraverso gruppi di coordinamento dei regolatori europei, quale ad esempio il BEREC. Nella fase a valle, le Autorit\u00e0 nazionali delle comunicazioni attuano e vigilano sul rispetto delle regole.<\/p>\n<p>In Italia, la regolazione nazionale \u00e8 attribuita all\u2019Autorit\u00e0 per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) che gi\u00e0 da tempo ha adottato una serie di importanti delibere in tema di banda larga, fissa e mobile, banda ultra-larga e reti di nuova generazione. In molti casi, il regolatore nazionale ha adottato specifici provvedimenti nei confronti di singoli operatori con effetti diretti e\/o indiretti sulla materia della banda larga e lo sviluppo delle reti di nuova generazione (si pensi, ad esempio, ai provvedimenti sugli impegni di Telecom o sui prezzi di accesso alla rete in rame di Telecom).<\/p>\n<p>Per approfondimenti si veda il sito\u00a0<a href=\"http:\/\/www.agcom.it\/agenda-digitale\">http:\/\/www.agcom.it\/agenda-digitale<\/a>\u00a0e\u00a0<a href=\"http:\/\/www.agcom.it\/reti-nuova-generazione-ngn\">http:\/\/www.agcom.it\/reti-nuova-generazione-ngn<\/a><\/p>\n<p>Di seguito, una selezione dei principali provvedimenti regolatori in materia:<\/p>\n<ul>\n<li><em>\u00a0<\/em>Delibera n. 282\/11\/cons<em>\u00a0procedure e regole per l\u2019assegnazione e l\u2019utilizzo delle frequenze disponibili in banda 800, 1800, 2000 e 2600 mhz per sistemi terrestri di comunicazione elettronica e sulle ulteriori norme per favorire una effettiva concorrenza nell\u2019uso delle altre frequenze mobili a 900, 1800 e 2100 mhz\u00a0<\/em>(<a href=\"http:\/\/www.agcom.it\/Default.aspx?message=visualizzadocument&amp;DocID=6447\">qui<\/a>)<em>\u00a0<\/em><\/li>\n<li>Delibera n. 1\/12\/cons,<em>\u00a0individuazione degli obblighi regolamentari relativi ai servizi di accesso alle reti di nuova generazione\u00a0<\/em>(<a href=\"http:\/\/www.agcom.it\/default.aspx?DocID=7991\">qui<\/a>)<em>\u00a0<\/em><\/li>\n<li>Delibera n. 746\/13\/cons<em>\u00a0Approvazione delle condizioni economiche e tecniche dell\u2019offerta di riferimento di Telecom Italia per l\u2019anno 2013 relativa ai servizi bitstream su rete in rame (mercato 5)\u00a0<\/em>(<a href=\"http:\/\/www.agcom.it\/default.aspx?DocID=12325\">qui<\/a>)<em>\u00a0<\/em><\/li>\n<li>Delibera n. 602\/13\/CONS<em>, Realizzazione del Sistema Informativo Nazionale sulla copertura del territorio italiano di servizi di connettivit\u00e0 in Banda Larga wired-wireless-mobile degli operatori di comunicazione elettronica\u00a0<\/em>(<a href=\"http:\/\/www.agcom.it\/documentazione\/documento?p_p_auth=fLw7zRht&amp;p_p_id=101_INSTANCE_kidx9GUnIodu&amp;p_p_lifecycle=0&amp;p_p_col_id=column-1&amp;p_p_col_count=1&amp;_101_INSTANCE_kidx9GUnIodu_struts_action=%2Fasset_publisher%2Fview_content&amp;_101_INSTANCE_kidx9GUnIodu_assetEntryId=717145&amp;_101_INSTANCE_kidx9GUnIodu_type=document\">qui<\/a>)<\/li>\n<li>Delibera n. 622\/11\/CONS<em>, Regolamento in materia di diritti di installazione di reti di comunicazione elettronica per collegamenti dorsali e coubicazione e condivisione di infrastrutture\u00a0<\/em>(<a href=\"http:\/\/www.agcom.it\/documents\/10179\/539699\/Delibera+622-11-CONS\/d47d0285-290e-4e4e-8058-5ad52a725303?version=1.0\">qui<\/a>)<\/li>\n<li>Delibera n. 1\/14\/cons,\u00a0<em>avvio di un\u2019indagine conoscitiva sulla concorrenza statica e dinamica nel mercato dei servizi di accesso e sulle prospettive di investimento nelle reti di telecomunicazioni a banda larga e ultra-larga\u00a0<\/em>(<a href=\"http:\/\/www.agcom.it\/default.aspx?DocID=12303&amp;Search=delibera_1\/2014\">qui)<\/a><\/li>\n<li>L\u2019Autorit\u00e0 ha inoltre avviato un procedimento istruttorio volto a verificare se sussistano le condizioni tecnologiche e di mercato per l\u2019inclusione dell\u2019accesso alla banda larga tra gli obblighi di servizio universale con la definizione di una modalit\u00e0 efficace di accesso a Internet ad un prezzo accessibile e dei corrispondenti obiettivi di qualit\u00e0 (<a href=\"http:\/\/www.agcom.it\/documentazione\/documento?p_p_auth=fLw7zRht&amp;p_p_id=101_INSTANCE_kidx9GUnIodu&amp;p_p_lifecycle=0&amp;p_p_col_id=column-1&amp;p_p_col_count=1&amp;_101_INSTANCE_kidx9GUnIodu_struts_action=%2Fasset_publisher%2Fview_content&amp;_101_INSTANCE_kidx9GUnIodu_assetEntryId=4633684&amp;_101_INSTANCE_kidx9GUnIodu_type=document\">delibera n. 113\/16\/CONS<\/a>).<\/li>\n<li>In un contesto in cui la strategia nazionale prevede strumenti pubblici di sostegno agli investimenti e di semplificazione amministrativa, l\u2019Agcom deve definire un quadro chiaro di regole per l\u2019accesso alle infrastrutture, che saranno costruite grazie al piano di finanziamenti pubblici. A tale scopo l\u2019Autorit\u00e0 ha approvato la\u00a0<a href=\"http:\/\/www.agcom.it\/documentazione\/documento?p_p_auth=fLw7zRht&amp;p_p_id=101_INSTANCE_kidx9GUnIodu&amp;p_p_lifecycle=0&amp;p_p_col_id=column-1&amp;p_p_col_count=1&amp;_101_INSTANCE_kidx9GUnIodu_struts_action=%2Fasset_publisher%2Fview_content&amp;_101_INSTANCE_kidx9GUnIodu_assetEntryId=3058215&amp;_101_INSTANCE_kidx9GUnIodu_type=document\">delibera n.\u00a0575\/15\/CONS<\/a>, che avvia il procedimento istruttorio finalizzato alla definizione delle \u201c<em>linee guida per le condizioni di accesso all\u2019ingrosso alle reti destinatarie di contributi pubblici<\/em>\u201d nelle cosiddette aree a fallimento di mercato, con un forte orientamento a misure di incentivazione.<\/li>\n<li>A conclusione del processo di consultazione pubblica, con\u00a0<a href=\"https:\/\/www.agcom.it\/documents\/10179\/4364847\/Delibera+120-16-CONS\/1dbb2af3-b4ea-4cbb-b833-686dc801ac33?version=1.2\">delibera n. 120\/16\/CONS<\/a>, del 7 aprile 2016, l\u2019Agcom ha adottato le Linee Guida che riguardano: i) l\u2019individuazione dei servizi all\u2019ingrosso che devono essere resi disponibili dai beneficiari della misura di aiuto, ii) l\u2019individuazione delle condizioni tecniche di fornitura di servizi di accesso all\u2019ingrosso alla rete in fibra ottica sussidiata e iii) la definizione di idonei criteri di definizione dei prezzi di tali servizi basati sui principi tariffari vigenti sui mercati della banda larga concorrenziali, cos\u00ec come indicato negli Orientamenti comunitari in tema di aiuti di stato.<\/li>\n<\/ul>\n<h2><\/h2>\n<h2><strong>8. Gli assetti operativi e gli scenari regolatori<\/strong><\/h2>\n<p><em><u>Gli assetti operativi<\/u><\/em><\/p>\n<p>In base alle conclusioni dell\u2019<a href=\"http:\/\/www.agcm.it\/indagini-conoscitive-db\/open\/C12564CE0049D161\/13EB63DE7339959AC1257D9C00340190.html\">Indagine conoscitiva congiunta di Agcom e Agcm<\/a>\u00a0sui mercati di accesso e reti di telecomunicazioni a banda larga e ultra-larga (2014), gli scenari possibili sono:<\/p>\n<ol>\n<li>La realizzazione di un assetto di mercato caratterizzato dall\u2019esistenza di un operatore di rete \u201cpuro\u201d, non verticalmente integrato nella fornitura di servizi agli utenti finali, costituisce evidentemente lo scenario \u201cideale\u201d sotto il profilo concorrenziale e pi\u00f9 \u201clineare\u201d dal punto di vista della regolamentazione; tuttavia, si tratta di uno scenario di assai difficile realizzazione concreta.<\/li>\n<li>Un eventuale scenario alternativo, in cui la struttura di mercato venisse a riorganizzarsi solo sulla figura dell\u2019operatore dominante verticalmente integrato, implicherebbe \u2013 al contrario \u2013 uno scrutinio particolarmente attento sia sotto il profilo antitrust, sia in relazione alla sua disciplina regolamentare.<\/li>\n<li>Un terzo scenario \u00e8 quello in cui si sviluppano forme di co-investimento tra una pluralit\u00e0 di operatori, eventualmente anche attraverso la costituzione di joint venture. Se quest\u2019ultima opzione venisse realizzata in modo da non restringere ingiustificatamente gli spazi per il confronto concorrenziale, potrebbe essere considerata come soluzione di second best dal punto di vista concorrenziale, ma con il merito di accelerare i processi di investimento nelle reti di nuova generazione.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Con il parere del 10 marzo 2015 (<a href=\"http:\/\/www.agcm.it\/segnalazioni\/segnalazioni-e-pareri\/open\/C12563290035806C\/3095D49C930468EDC1257E05003E1EDE.html\">AS1180<\/a>), l\u2019Agcm ha espresso apprezzamento per la Strategia italiana per la banda ultra-larga e parere positivo con riferimento ai benefici concorrenziali connessi alla figura dell\u2019operatore di rete \u201cpuro\u201d.<\/p>\n<blockquote><p><em>[<\/em>l\u2019Autorit\u00e0 rileva che la separazione verticale degli operatori che beneficiano di finanziamenti pubblici al fine della realizzazione delle reti di nuova generazione, unitamente all\u2019ulteriore limite di precludere il controllo della societ\u00e0 che concorre ai finanziamenti, costituiscono misure idonee a ridurre il rischio che le risorse pubbliche siano utilizzate per finanziare forme di sussidio incrociato ai servizi offerti in concorrenza nei mercati a valle e dunque ad alterare le condizioni competitive. In particolare, le societ\u00e0 separate potrebbero assicurare un maggiore grado di trasparenza sulla effettiva attuazione dei piani di infrastrutturazione presentati nell\u2019ambito delle procedure di gara. L\u2019assegnazione dei contributi a societ\u00e0 separate da quelle che erogano servizi di connettivit\u00e0 agli utenti finali, dunque, consentirebbe di migliorare l\u2019efficienza dell\u2019attivit\u00e0 di monitoraggio dell\u2019uso dei contributi pubblici e delle agevolazioni fiscali previsti dalla Strategia<em>].<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Sulla spinta della nuova Strategia del Governo e nel rispetto del quadro regolatorio esistente a livello europeo e nazionale gli assetti operativi che si stanno delineando vedono come protagonisti:<\/p>\n<ul>\n<li>Telecom,\u00a0<em>ex incumbent<\/em>, che ha siglato una\u00a0<em>joint venture<\/em>\u00a0con Fastweb per portare la fibra ottica nei cluster A e B. La societ\u00e0 Fiberflash \u00e8 partecipata all\u201980% da Telecom e al 20% da Fastweb e ha in programma di siglare accordi commerciali con le\u00a0<em>utilities<\/em>\u00a0locali del settore energetico per realizzare nuove reti in fibra ottica sfruttando le reti elettriche delle ex municipalizzate.<\/li>\n<li>Per la citt\u00e0 di Milano Telecom, che attualmente utilizza la rete di Metroweb per fornire i servizi a banda ultralarga, ha in programma di sviluppare una nuova infrastruttura in fibra ottica (di propriet\u00e0 privata) sfruttando le canaline della societ\u00e0 energetica A2A con cui ha gi\u00e0 firmato un apposito \u201c<em>memorandum of understanding<\/em>\u201d.<\/li>\n<li>Enel S.p.A., gi\u00e0 attiva nel mercato dell\u2019energia elettrica e del gas, \u00e8 entrata nel mercato della banda larga tramite la societ\u00e0 controllata Enel Open Fiber S.p.A. \u2013 EoF (si veda il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.enel.it\/it-it\/media-investor-comunicati\/Pagine\/presentato-al-cda-enel-il-piano-strategico-di-enel-open-fiber.aspx\">Piano strategico<\/a>). Ad agosto 2016 \u00e8 stata approvata l\u2019integrazione tra Metroweb Italia S.p.A., partecipata al 46,2% da Cdp Equity (Gruppo Cassa depositi e prestiti) tramite FSI investimenti ed Enel Open Fiber, detenuta al 100% da Enel Spa.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il ruolo della societ\u00e0 \u00e8 quello di un operatore \u201cwholesale only\u201d, esclusivamente attivo nel mercato all\u2019ingrosso, che offre l\u2019accesso a condizioni eque e non discriminatorie a tutti gli operatori di mercato interessati. La tecnologica prescelta \u00e8 la Fiber to the Home (FTTH) per portare la fibra ottica spenta fino a casa.<\/p>\n<p>La posa della fibra pu\u00f2 sfruttare la rete elettrica gi\u00e0 esistente, sfruttandone la presenza capillare, o pu\u00f2 essere realizzata in modo indipendente da questa, anche a prescindere dall\u2019operazione di installazione dei nuovi contatori elettrici.<\/p>\n<p>Con il Piano Industriale 2016-2030, EoF prevede di: 1) cablare 250 citt\u00e0 italiane di grandi dimensioni, situate in aree strategiche per il mercato di riferimento; 2) coprire con fibra ad altissima velocit\u00e0 circa 9,5 milioni di case nel periodo 2016-2021, contribuendo a colmare il ritardo digitale dell\u2019Italia; 3) investire circa 3,7 miliardi di euro nello sviluppo della rete, di cui l\u201985% circa nel periodo 2016-2021.<\/p>\n<ul>\n<li>Altri operatori di telecomunicazione, nazionali e europei, sono attivi nel settore della banda ultralarga e sono interessati a intervenire in questa fase di infrastrutturazione.<\/li>\n<li>Tutti gli operatori interessati possono partecipare, inoltre, alle gare, indette dalla societ\u00e0\u00a0<em>in house<\/em>\u00a0Infratel per la realizzazione della rete a banda ultra-larga nelle aree a fallimento di mercato (le cosiddette aree C e D).<\/li>\n<\/ul>\n<p><em><u>Gli scenari concorrenziali e regolatori<\/u><\/em><\/p>\n<p>La nuova strategia pubblica, l\u2019ingresso di Enel nel mercato delle Tlc e gli assetti operativi conseguenti aprono nuovi scenari concorrenziali in termini di:<\/p>\n<ul>\n<li>\u201cconcorrenza per il mercato\u201d, con riferimento alle nuove procedure ad evidenza pubblica, indette da Infratel, per la realizzazione con contributi pubblici e la gestione ventennale delle reti di nuova generazione (di propriet\u00e0 pubblica) nelle aree a fallimento di mercato;<\/li>\n<li>\u201cconcorrenza nel mercato\u201d nelle aree a successo di mercato, con riferimento alla competizione tra\u00a0<em>ex incumbent<\/em>\u00a0e gli altri operatori attivi nel settore delle tlc, interessati sempre pi\u00f9 a sinergie di tipo infrastrutturale e commerciale con le utilities del settore energetico, comprese le ex municipalizzate;<\/li>\n<li>\u201cconcorrenza infrastrutturale\u201d tra: 1) la rete in rame dell\u2019<em>ex incumbent\u00a0<\/em>e le reti di nuova generazione; 2) tra le reti di nuova generazione di propriet\u00e0 di pi\u00f9 operatori privati nelle stesse citt\u00e0; 3) tra la rete di nuova generazione di propriet\u00e0 pubblica (nelle aree C e D) e le reti di nuova generazione di propriet\u00e0 di pi\u00f9 operatori privati (nelle aree A e B); 4) tra la reti di nuova generazione e le reti di distribuzione elettriche (di Enel o delle ex municipalizzate) o altre reti infrastrutturali.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Tali scenari richiedono interventi regolatori, nuovi o correttivi, per gestire in modo adeguato le nuove dinamiche concorrenziali sia in relazione alle reti, sia ai servizi di nuova generazione. In questa prospettiva sono chiamate in causa la Commissione europea, l\u2019Autorit\u00e0 per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) e potenzialmente l\u2019Autorit\u00e0 per l\u2019energia elettrica, il gas e il servizi idrico (Aeegsi) su alcuni aspetti specifici.<\/p>\n<p>Il nuovo quadro regolamentare dovr\u00e0 affrontare alcune tematiche chiave, quali ad esempio:<\/p>\n<ul>\n<li>l\u2019analisi dei nuovi mercati rilevanti;<\/li>\n<li>la garanzia del diritto di accesso (non discriminatorio) da parte del gestore della rete pubblica o dei proprietari privati delle reti di nuova generazione a favore di altri operatori tlc o di altri operatori che ad esempio trasmettono contenuti media (es: Netflix);<\/li>\n<li>l\u2019imposizione di vincoli, simmetrici o asimmetrici, di accesso, interconnessione e condivisione delle reti sull\u2019<em>ex incumbent<\/em>\u00a0e\/o sugli altri operatori tlc;<\/li>\n<li>l\u2019eventuale imposizione di vincoli\/obblighi sulle utilities attive nel settore energetico (che contribuiscono allo sviluppo delle infrastrutture e dei servizi digitali), al fine di garantire a tutti condizioni di trasparenza, equit\u00e0 e maggiore concorrenza;<\/li>\n<li>gli incentivi agli investimenti infrastrutturali e i disincentivi alla duplicazione\/moltiplicazione delle reti di nuova generazione;<\/li>\n<li>gli obblighi di separazione, contabile, funzionale o organizzativa, per evitare sussidi incrociati e non distorcere n\u00e9 lo sviluppo del libero mercato delle tlc, n\u00e9 del libero mercato energetico.<\/li>\n<li>le condizioni tariffarie per gli operatori economici (ad esempio per i servizi di accesso) e per le tariffe agli utenti.<\/li>\n<\/ul>\n<p>I nuovi scenari regolatori in materia di banda larga e reti di nuova generazione richiedono, infine, una riflessione pi\u00f9 generale sul rapporto tra politica industriale e regolazione, su cui si veda il recente contributo di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.rivistadellaregolazionedeimercati.it\/index.php\/36-contenuti\/2015\/fascicolo-1-2015\/editoriale\/136-editoriale\">Luisa Torchia<\/a>; sulla necessit\u00e0 di una regolazione cooperativa tra Agcom e Aeegsi e sul rapporto tra regolazione settoriale e tutela della concorrenza, su cui si veda Lorenzo Saltari,\u00a0<em>L\u2019interazione tra il diritto antitrust e la regolazione nelle comunicazioni elettroniche\u00a0<\/em>in Giornale di diritto amministrativo, 2005, n. 5, 555\u2013564.<\/p>\n<h2><\/h2>\n<h2><strong>9. Studi e approfondimenti di settore<\/strong><\/h2>\n<p>Agcom,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.agcom.it\/relazione-annuale-al-parlamento-2016\"><em>Relazione annuale 2016 e presentazione del Presidente Cardani<\/em><\/a><\/p>\n<p>Agcom,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.agcom.it\/documents\/10179\/5178152\/Studio-Ricerca+14-07-2016\/7ff32d92-a146-4168-9b80-2f8b08302695?version=1.0\"><em>Osservatorio sulle comunicazioni 2\/2016<\/em><\/a><\/p>\n<p>Assonime,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.assonime.it\/AssonimeWeb2\/servletAllegati?numero=5112\"><em>Mercato unico digitale: le sfide per la politica pubblica in Italia<\/em><\/a><\/p>\n<p>Cassa Depositi Prestiti (2012),\u00a0<a href=\"http:\/\/www.cassaddpp.it\/static\/upload\/ban\/banda-larga-e-reti-di-nuova-generazione.pdf\"><em>Banda larga e reti di nuova generazione<\/em><\/a><\/p>\n<p>Commissione europea,<strong>\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/digital-single-market\/en\/news\/commission-releases-2016-european-digital-progress-report-unequal-progress-towards-digital\"><em>Europe\u2019s Digital Progress Report 2016 \u2013 Connectivity<\/em><\/a><em>\u00a0(Broadband market developments in the EU 2016)<\/em><\/p>\n<p>I-Com (2013),\u00a0<a href=\"http:\/\/www.i-com.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/rapporto_i-com_2013_su_reti_e_servizi_di_nuova_generazione.pdf\"><em>Rapporto I-Com 2013 su reti &amp; servizi di nuova generazione<\/em><\/a><\/p>\n<p>I-Com (2014),\u00a0<a href=\"http:\/\/www.i-com.it\/2014\/11\/19\/rapporto-i-com-2014-su-reti-e-servizi-di-nuova-generazione\/\"><em>Rapporto I-Com 2014 su reti e servizi di nuova generazione. Banda larga e TV, l\u2019unione fa la forza<\/em><\/a><\/p>\n<p>Programma di ricerca SCREEN,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.agcom.it\/il-programma-di-ricerca-screen\">S<em>ervizi e Contenuti per le Reti di Nuova Generazione<\/em><\/a><\/p>\n<p>Programma di ricerca ISBUL,\u00a0<em>Infrastrutture e Servizi a Banda Larga e Ultra-larga\u00a0<\/em>(<a href=\"http:\/\/www.agcom.it\/default.aspx?message=viewdocument&amp;DocID=6885\">qui<\/a>)<\/p>\n<p>Rapporto Caio,\u00a0<em>Raggiungere gli obiettivi Europei 2020 della banda larga in Italia: prospettive e sfide\u00a0<\/em>(<a href=\"http:\/\/www.governo.it\/Notizie\/Palazzo%20Chigi\/dettaglio.asp?d=74619\">sintesi<\/a>)<\/p>\n<p>L. Saltari<em>, La regolazione asimmetrica nelle comunicazioni elettroniche tra Agcm, Agcom e giudice amministrativo<\/em>, in Giornale di diritto amministrativo, 11\/2006, p. 1212-1219.<\/p>\n<p>L. Saltari,\u00a0<em>Accesso e interconnessione. La regolazione delle reti di comunicazione elettronica<\/em>, Milano, Ipsoa, 2008.<\/p>\n<p>World Economic Forum (2016),\u00a0<a href=\"https:\/\/www.weforum.org\/reports\/the-global-information-technology-report-2016\"><em>The Global Information Technology Report 2016. Innovating in the Digital Economy<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Susanna Screpanti (aggiornamento al 9 settembre 2016) Le informazioni e le opinioni contenute in questo Dossier costituiscono il risultato di elaborazioni condotte dall\u2019Autrice su dati pubblici, che possono pervenire da varie fonti, regolarmente citate.\u00a0 I contenuti del Dossier non impegnano IRPA, n\u00e9 l\u2019Istituzione di appartenenza. 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